
Liberamente ispirato a “Flatlandia” di Edwin A. Abbott
Dati tecnico artistici:
Da un'idea di Francesca D'Este
in scena insieme a Silvia Gribaudi
per la prima tappa del progetto "Scienza e Teatro"
produzione Questa Nave
Mina: Una terra piatta, flat, dove gli abitanti che vi risiedono sono figure geometriche: i soldati triangoli isosceli, i nobili quadrati, i sublimi sacerdoti circoli, posizionati su un piano a due dimensioni. Due attrici , due donne, che con ironia e sarcasmo, attraverso l’alternarsi di sequenze danzate e recitate, hanno saputo portare in scena il concetto di bidimensionalità affrontato da Abbott. Uno spettacolo curioso, geniale, creativo, che supera le bizzarre accuse di misoginia rivolte allo scrittore nel lontano ‘800. Le donne segmenti, nel racconto fantastico di Flatlandia si distinguono, infatti, per la loro natura bassa e infida, ma supremamente potente e temibile. Molto più temibile, in questo mondo di lunghezze e larghezze è la scoperta dell’altezza profetizzata da una Sfera proveniente da Spacelandia , il paese a tre dimensioni. E’ la promessa di un mondo superiore, più perfetto e intelligente e la paura secolare di ogni popolo: ammettere la propria incompletezza.
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