lunedì 18 agosto 2008

Luogo d'incontro -"La Citè"- Città nella Città


"La citè avrà il buono della carta dei libri e il suono caldo della parola, dello stare insieme: laboratorio di sperimentazione culturale , luogo di costruzione, officina di creazione.
Sarà in questo piccolo crocevia di storie diverse e prurali che proveremo a tessere il racconto di esordi, eccedenze e resistenze in questa città e nel mondo.
Prezzi accessibiliper scelta di "vini,caffè e libri" che privilegia le produzioni di qualità e le edizioni indipendenti."


"Spazio di costruzione, officina di creazione, oltre i confini fisici dello spazio in se’ e di ciò che racchiude..."

LibreriaCafé
www.lacitelibreria.info


Dove:
Interno4-Firenze
Borgo San Frediano 20rosso
50124 Firenze
tel: +39 055 210387
mail: info_at_lacitelibreria.info

Cami: Un luogo d'incontri e scambio. Un crocevia di flussi in divenire. Natalia Bavar (curatrice e responsabile della programmazione) precisa: "La Citè" è libreria-cafè "Città nella Città".

"Prometeo Incatenato" di Eschilo



Archivio Zeta – progetto triennale UOMO/TECHNE

Dati tecnico-artistici:

traduzione e direzione: Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
musiche:Giovanna Marini
con: Luciano Ardiccioni, Alfredo Puccetti, Stefano Scherini, Enrica Sangiovanni,
Elisabetta Mascitelli, Giulia Baracani, Franco Belli, Gilberto Colla, Gianluca Guidotti.
assistenza musicale e direzione del coro: Francesca Breschi
maschera: Mario Serra, Ottana
costumi: Anne Solgaard e Tina Visco
allestimento scenico: Nancy Kaczmarek
foto: Franco Guardascione
organizzazione e ufficio stampa: Switch - social creative network
progetto grafico: Andrea Sangiovanni
assistente di scena: Niccolò Livi
Produzione:Archivio Zeta

Al sasso di San Zanobi (Firenzuola-Fi)
dal 2 al 17 Agosto 2008
ore 18:00
Prenotazione Obbligatoria:
on line www.archiviozeta.eu
tel. 334.9553640

note del regista:

Il testo: la tragedia del fuoco
Dopo il nostro lavoro sulla tragedia al Cimitero Militare Germanico del Passo della Futa con la messa in scena de I Persiani (2003) e Sette contro Tebe (2005) di Eschilo e Antigone (2006) di Sofocle, lavoro che ha posto in relazione la tragedia greca con la storia della Linea Gotica e la contemporaneità, la nostra ricerca si estenderà nel corso del 2007/2008 al Prometeo incatenato di Eschilo.
Ritorniamo ancora ad Eschilo e alla sua parola poetica perché il nostro metodo di lavoro cerca ogni volta di fare piccoli grandi passi in avanti o indietro o intorno alla materia che ci è cara e forse inesauribile. Qui ci troviamo di fronte alla tragedia che meglio sintetizza il nostro percorso di questi anni: il recupero del peso della parola tragica inscritta in una partitura, il rapporto tra l’uomo e la natura e quindi lo spazio, il graduale discernimento di un testo complesso, arduo, che ci deriva da lontano ma che ci porta lontano nel pensare il mondo di oggi. Se nei quattro anni precedenti la tensione è stata storico-civile adesso la contesa sarà tra uomo e techne, tra progresso e sviluppo.
Eschilo conduce il nostro teatro verso le domande ultime, nelle lande desolate della Scizia, pone in essere il contrasto della materia e delle idee. Non ci sono più personae ma forme della mente, aggregati cellulari che parlano con l’andamento e la forza di Eschilo.
La colpa di Prometeo è di aver insegnato la tecnica agli uomini rendendoli da infanti quali erano, razionali e padroni della loro mente, e per questo viene incatenato alla roccia, privato della libertà e condannato a soffrire in eterno.
Il nodo tragico che viene alla luce con la figura di Prometeo è il conflitto tra l’uomo naturale e l’uomo tecnico. Il libero arbitrio e la lotta titanica di Prometeo affermano questo dissidio archetipico. L’uomo è destinatario di tecniche e scienze e se ne potrà servire per l’evoluzione della specie. Abbiamo scelto questo antico testo perché in esso è contenuto un magma ancora incandescente, i lapilli portano la riflessione verso la contemporaneità. Nessuna parola, nessun gesto, nessun personaggio di Eschilo possono essere estranei alla civiltà occidentale perché il suo pensiero è costantemente proteso in avanti: è riflessione mitica sull’uomo, la natura, e l’inscindibile rapporto che li tiene legati.

Il luogo: Sasso di San Zanobi
La scena naturale scelta per il debutto (agosto 2008) è il Sasso di San Zanobi, ubicato poco dopo il passo della Raticosa, nel territorio del Comune di Firenzuola in provincia di Firenze, suggestiva parete di roccia preistorica che si staglia nel paesaggio superbo dell’Appennino tosco emiliano. Abbiamo deciso di ambientare Prometeo incatenato al Sasso di San Zanobi perché questo è Caucaso, la Scizia eschilea, luogo alla fine del mondo, itinerario fuori dalle rotte consuete ma da riscoprire, a pochi chilometri da Firenze e Bologna. Fare teatro in luoghi simbolicamente importanti è una sfida al teatro stesso ma è anche esperienza e rivelazione perché quelle parole antiche messe in relazione con quei luoghi parlano nuovamente con la forza e la necessità con cui sono state scritte. E i luoghi tornano ad essere animati da presenze ed emozioni che un tempo transitavano lungo i crinali. Infatti il Sasso di San Zanobi è stato meta di pellegrini e fonte di leggende, per il suo singolare colore e la sua particolare conformazione.
Prometeo sarà incatenato alla rupe nera, alla parete olifitica (dal greco: pietra di serpente, per il colore delle striature verdastre e violacee).
Siamo immessi nella natura, in un teatro che è crosta oceanica in appennino e da cui si avranno per epifania le visitazioni eschilee, Oceano stesso, il coro delle sue figlie Oceanine, in un teatro che è eremo desertico e che diventa sito di una dialettica naturale tra gli elementi: l’uomo è protagonista, è al centro di una riflessione che non lo vede più al centro: è un contrasto, una tragedia.
Lo spettacolo, come le nostre tragedie precedenti, sarà presentato a luce naturale, prima del tramonto estivo. L’obiettivo è quello di creare un evento culturale che, come la precedente esperienza con il progetto Linea Gotica, possa attirare un vasto pubblico a riscoprire un luogo dimenticato ma dal grande interesse storico e naturalistico.
Un legame forte con il territorio di Firenzuola e con il paesaggio dell’Appennino tosco-emiliano. Punti di vista diversi che muteranno le nostre percezioni su questo arcaico mito, molto affine alla nostra epoca, favola essenziale sulle nostre origini e sulle nostre destinazioni futuribili.

Cami: Uno spettacolo suggestivo. Un teatro naturale: il Sasso di San Zanobi. Un lavoro che si muove con il sole fatto da un gruppo che entra in stretta relazione con il suo territorio. Pertinente e curato sceglie un'impostazione attoriale "marcatamente recitata". Sovrastano, evocano i Cori delle Oceanine ed i loro echi.

lunedì 30 giugno 2008

Festival di Londrina BRASILE - "O Natimorto" un musical silenzioso - direciòn Màrio Bortolotto



Cami: Un titolo invitante per uno spettacolo tutt'altro che silenzioso. Una scenografia imponente e una narrazione sonora semi-cinematografica. Poco gioco
d'attore spesso monocolore vicino alle scelte cromatiche dello spazio di scena.

Recensioni in portoghese: www.parananoticias.com

Festival di Londrina BRASILE- "Para dores Feminas" FASE 3





Dati tecnico artistici:

Una idea di Joao Henrique Bernardi
Produzione: Fabricio Borges
Figurinos: Ella Melo e Jandira Testa
Attori:
Alice Brunetto Maria de Fora
Antonia Machado Maria de Dentro
Benedita de Faria Coutinho Maria Preta
Carmen Mattos Maria Manga
Rosa Maria Galindo Maria Branca
Emilia Felcar Maria Borboleta
Zoraide Dantas Maria Beijou
Edith Sobania Maria do Cèu
Lilian de Lucca Maria Anjo
Jandira Testa Maria Onca
Devanil Girotto Maria Saudade

CIA DE THEATRO FASE 3
Rua Henrique dos Santos,551
Londrina - PR
Tel. (43) 33304.8757/9997.8700
casadasfases@yahoo.com.br
www.casadasfases.wordpress.com

Cami: Una piccola esperienza estremamente coinvolgente. Un gruppo di signore di terza età che individualmente raccontano la propria storia. Uno spazio colorato dove letteralmente "ci si specchia" nel passato altrui.
Nota:Un gruppo audace, colmo di dolcezza e significato. Un posto dove fermarsi ad ascoltare.

Recensioni in portoghese: www.parananoticias.com

Festival di londrina BRASILE - L'Oratorio d'Aurelia






Ficha Tecnico artistica
Autore: Victoria Thierrée Chaplin
Regia: Victoria Thierrée Chaplin
Compagnia/Produzione: CRT Artificio
Cast: Aurélia Thierrée e Timothy Harling

CRITICHE IN ITALIANO www.teatro.org/















Recensioni in portoghese: www.parananoticias.com

Cami: Un lavoro tipico francese. Un misto tra claunerie, acrobatica e mimo. Una narrazione sonora per una storia dove gli oggetti si animano con incredibile magia. Una realtà tutta invertita dove pupazzi e vestiti sono gli abitanti del mondo di Aurelia, sognato e visto alla rovescia. Spettacolo pieno di poesia e magia. Strepitoso. Standing Ovation.

Festival di Londrina - "Jurujujaja, el desastre continùa" Nanny Cogorno




"Enrolado en su proprio movimiento de Carcajada Catàstrofe, el payaso argentino Nanny Cogorno exprime viejas técnicas de circo, recreàndolas en su espectàculo Jurujaja, el desastre continùa"

www.nannicogorno.com

Cami:Il commento soprariportato descrive pienamente quello che ho visto, pertanto pongo alcuni frammenti della conferenza fatta dall'artista durante il corso del festival, incontro confidenziale molto interessante, seguito da un seminario pratico gratuito.

Nanny Cogorno parla con gli studenti di teatro della città di Londrina - Brasile circa il teatro e l'Europa. Domande e risposte brevi, lucida analisi di un artista che afferma "ogni casa di un attore è un teatro":

Domanda: Cosa ti ha insegnato il pubblico?
Nanny: Qué no son Tontos.

Domanda: Cosa pensi dell'Europa?
Nanny: La gente no se toca.

Domanda: E del teatro europeo?
Nanny: Medio muerto.

Recensioni in portoghese: www.parananoticias.com

Luogo d'incontro dopo il teatro - La Aromatica - Comida de Colombia


Un piccolissimo ristorante colombiano "Home Made" situato nell'area della città ora destinata ai teatri del circuito alternativo di Buenos Aires CF - Argentina. Estremamente economico ed accogliente. Menù fisso con due o tre opzioni. Ideale per una comida prima o dopo teatro.
Consigliata Prenotazione.




Calle Bulnes 873
Tel. 4866 2300
la.aromatica@gmail.com


Si hai arepas con hogao, yuca frita, papa chorreada, aborrajados
aguapanela fria con limon, aromaticas, aguardiente, caffè colombiano, corrientazo, sudaos, ajiacos sancochos y otros platos fronterizos. Postres y Pielrojas

ilusos












Ficha técnico artística
Autoría: Pablo Fusco, Sebastian Godoy, Mercedes Hernández, Martín Joab, Marcelo Katz, Juan Noodt, irene sexer, Luciana Wiederhold
Actuan: Pablo Fusco, Sebastian Godoy, Juan Noodt, irene sexer, Luciana Wiederhold
Peinados: Fernando Ibáñez
Diseño de peinados: Fernando Ibáñez
Diseño de vestuario: Gabriela A. Fernández
Diseño de escenografía: Gabriel Diaz
Diseño de luces: Fernando Berreta
Realización de escenografia: Gabriel Diaz
Realización de vestuario: Marta Dieguez
Música: Sami Abadi
Fotografía: Sol Levinas
Diseño gráfico: Agustin Pérez Laspiur
Asesoramiento: Leandro Panetta, Miguel Rur
Asesoramiento coreográfico: Gabi Golberg
Asistencia de dirección: Leonardo Quiroz
Asistencia de puesta: Martín Joab
Prensa: Daniel Franco, Paula Simkin
Producción ejecutiva: Iris Intilangelo
Dramaturgista: Martín Joab
Jefe técnico: Gabriel Diaz
Dirección: Marcelo Katz


EL PORTON DE SANCHEZ
Sánchez de Bustamante 1034 (mapa)
Capital Federal - Buenos Aires - Argentina
Teléfonos: 4863-2848
Entrada: $ 20,00 - Sábado - 23:00 hs

Cami: Uno spettacolo d'immagini estremamente curato e suggestivo. Uno sguardo pungente all'interno di uno spettacolo insolito. Fiaba ricca di umorismo critico, gioco ed invenzione. Narrazione con poche parole e uno splendido lavoro d'attore. Lavoro da gustarsi tutto e da vedere più di una volta.

Feliz











Ficha técnico artística

Sobre textos de: Samuel Beckett
Adaptación: Florencia Suarez Bignoli
Actuan: Alejandra Carpineti, Gabriela Irueta, Sol Tester
Vestuario: Florencia Suarez Bignoli
Escenografía: Florencia Suarez Bignoli
Iluminación: Florencia Suarez Bignoli
Fotografía: Yael Irueta
Asistencia de escenario: Damián Ramonda
Colaboración artística: Vanina Montes
Coreografía: Vanina Montes
Dirección: Florencia Suarez Bignoli
Web: http://wwww.felizlaobra.blogspot.com

EL GRAN CRESPO
RAMIREZ DE VELAZCO 1427 (mapa)
Capital Federal - Buenos Aires - Argentina
Entrada: $ 15,00 y $ 12,00 - Domingo - 18:45 hs - Hasta el 06/07/2008

Cami: Tre personaggi femminili e un dondolo. Piccolo teatro affascinante e molto accogliente. Uno spettacolo per un piccolo pubblico. Spazio scenico interessante e scelte registiche in parte audaci, ma con un'attuazione retorica e pesante.

La Presa











Ficha técnico artística
Dramaturgia: Bernardo Cappa
Actuan: Estefanía D’Anna, Vanina Falco, Valeria Franchi, Cristian Garcia, Aníbal Gulluni, Daniel Kargieman, Pablo Navarro, Fabricio Rotella
Operación de luces: Guillermo Merzari
Asistencia de dirección: Florencia Cagliero, Melanie Vázquez
Prensa: Carolina Alfonso
Jefe de escenario: Alejandro Elbert
Jefe técnico: Sergio Cuchiara
Dirección artística: Norma Montenegro
Dirección: Bernardo Cappa

TEATRO DEL ABASTO
www.teatrodelabasto.com

Cami: Un lavoro del regista de “El Aliento”, carico della stessa comicità.
Personaggi strepitosi ci portano in un atelier di un pittore dove una famiglia si riunisce per farsi fare un ritratto di gruppo. Rimanere immobili risulta essere molto più che difficile.
Una storia piena di risate e attori strepitosi dove la regia ripropone il medesimo schema del precedente lavoro, dal ritmo incalzante ma con lo stesso finale.

lunedì 26 maggio 2008

La tumba del niño moral










De Lautaro Vilo

Ficha técnico artística

Autoría: Lautaro Vilo
Actuan: Rubén Dellarossa, Marcela Grasso, Dario Pacheco, María Zambelli
Vestuario: Cecilia Zuvialde
Escenografía: Cecilia Zuvialde
Dirección: Lautaro Vilo

ABASTO SOCIAL CLUB
Humahuaca 3649 (mapa)
Capital Federal - Buenos Aires - Argentina
Teléfonos: 4862-7205
Web: http://www.abastosocialclub.com
Entrada: $ 20,00 y $ 15,00 - domingo - 20:30 hs

Cami:Un opera con una buonissima attuazione, ma che purtoppo non ho afferrato completamente. Il mio limite?
La parziale comprensione delle finezze letterarie che mi
hanno dato una percezione totalmente incompleta della storia.

sabato 24 maggio 2008

Los Arbornoz













La Factoría Teatro presenta
"LOS ALBORNOZ.
Delicias de una familia argentina"
(De La Banda Teatral Los Macocos)
Dirección: Marcos Belmar Roa

Convenios
2x1 para asociados a Telón.cl (entrada general)
Entrada rebajada para estudiantes de teatro de la Universidad Católica: $1.500
http://www.festivalespacioscomunes.com/albornoz.html
www.festivalespacioscomunes.com

Paulina Flores F.
Producción General
La Factoría Teatro
Teléfono: (56-2) 7441670
Móvil: (56) 9 9499701
factoriateatro@gmail.com
http://lafactoriateatro.blogspot.com

Cami:Uno spettacolo di marionette umane mascherate con un testo pungente e acuto fatto per farti sorridere, ma con un retrogusto del tutto che leggero. La storia, ambientata nell’Argentina della dittatura, racconta una piccola realtà familiare di poche decine di anni fa. Un testo di un gruppo argentino “Los Macocos” lavorato da “La Factoria Teatro”di Santiago del Cile.

Seminario della Factoria Teatro

Un seminario interessante diretto da una coppia di attori che intrecciano la loro storia con l’esperienza formativa di Jacques Lecoq. Quattro ore senza pausa per una preparazione estremamente fisica.
Un’esperienza da fare che potete trovare presso il centro culturale “Spazio Urbano” Buenos Aires CF - Argentina.

Ciclo de Grandes Conciertos - Temporada 2008


Orquesta sinfònica Nacionàl junto al Coro Polifonico Nacionàl
Direcciòn: Pablo I. Calderòn

Facultad de Derecho
grandesconciertos@derecho.uba.ar

Cami: Un concerto potentissimo, con un coro altrettanto forte. Una delle bellissime serate di musica che fanno parte di un ciclo di concerti serali tenuti nell’aula magna della facoltà d’ingegneria.
Standing Ovation

Montecarlo










"Frente a una puerta cerrada, solo queda tirarse al agua. O... comprarse una pistola! Si, Señores, eso es lo que queda para los cobardes y los atorrantes.

Pero si el miedo a ese gesto se te prende como un cascabel...

Siempre se puede probar la suerte de un viaje a. Montecarlo!"
(Jean Cocteau).

Ficha técnico artística

Sobre textos de: Jean Cocteau
Idea: Carlos Casella
Intérpretes: Nicolás Bolivar, Noelia Leonzio, Pablo Lugones, Rodolfo Prante, Romina Vitale
Iluminación: Gonzalo Córdova
Música: Adi Azicri, Christian Basso, Dolly Parton, Saint Saens
Asistencia general: Barbara Hang
Prensa: Walter Duche, Alejandro Zárate
Dirección: Carlos Casella

Este espectáculo formó parte del evento: Queerdance
Este espectáculo formó parte del evento: Queerdance 2008

EL PORTON DE SANCHEZ
Sánchez de Bustamante 1034 (mapa)
Capital Federal - Buenos Aires - Argentina
Teléfonos: 4863-2848
Entrada: $ 20,00 - viernes - 20:30 hs

Cami: Un lavoro di teatro danza pungente, ironico e decisamente provocante.
Ottimi danzatori e regia pertinente. Un lavoro completo senza eccessive pretese.

Mujeres en el bano










Ficha técnico artística

Autoría: Mariela Asensio
Actuan: Raquel Ameri, Eugenia Iturbe, Josefina Lamarre, Melina Milone, Cecilia Rainero, Leticia Torres
Escenografía: Ariel Vaccaro
Diseño de vestuario: Vessna Bebek
Diseño de luces: Matías Sendón
Música original: Mauro García Barbé
Fotografía: Sol Levinas
Diseño gráfico: Julián Cánepa
Asistencia artística: Nadia Crosa
Prensa: Debora Lachter
Producción: Lucas Cánepa, Marlene Nördlinger
Producción general: Héctor Bordoni
Coreografía: Luciana Acuña
Dirección: Mariela Asensio

Web: http://www.mujeresen3d.com.ar
Este espectáculo formó parte del evento: Panorama en Work in Progress


ESPACIO CALLEJÓN
Humahuaca 3759 (mapa)
Capital Federal - Buenos Aires - Argentina
Teléfonos: 4862-1167
Entrada: $ 25,00 y $ 15,00 - sábado - 00:30 hs y 23:00 hs

Cami: Un lavoro molto interessante per tema e attuazione. Il più visto dell’ultimo mese. Pieno e ricco dal contenuto del tutto che superficiale. Molte delle attrici le abbiamo gia viste in “Sex Segun Mae West”. Anche qui il tema di una sessualità femminile repressa emerge tra le figure plasticate evocate da questo lavoro. Ritmo incredibile e regia estremamente abile orchestrano uno spettacolo fortemente critico, ma che quando può davvero arrivare a toccarti si tira indietro senza affondare la lama.

Tres Hermanas










Ficha técnico artística

Autoría: Anton Chejov
Versión: Luciano Suardi
Traducción: Gerardo Fernandez
Actuan: Guillermo Arengo, Gustavo Böhm, Osvaldo Bonet, Andrea Chinetti, Carolina Fal, Daniel Fanego, Stella Galazzi, Francisco Garcia Faure, Lucas Lagré, Ulises Levanavicius, Ivan Moschner, Alejandro Ojeda, Marta Pomponio, Nya Quesada, Tomás Raele, Germán Rodríguez, Muriel Santa Ana, Alberto Segado, Malena Solda
Vestuario: Magda Banach
Escenografía: Oria Puppo
Iluminación: Jorge Pastorino
Música: Carmen Baliero
Asistencia artística: Ignacio Rodríguez de Anca
Dirección: Luciano Suardi

TEATRO REGIO
Avda. Córdoba 6056 (mapa)
Capital Federal - Buenos Aires - Argentina
Teléfonos: 4772-3350
Entrada: $ 25,00 y $ 20,00 - domingo - 19:00 hs
Entrada: $ 15,00 - jueves - 20:30 hs
Entrada: $ 25,00 y $ 20,00 - viernes y sábado - 20:30 hs

Cami: Siamo alla prova aperta dedicata alla stampa prevista prima dell’extreno, Gustavo Schraier ha curato la produzione di questo lavoro e ha invitato tutti i suoi allievi ad assistere. Un’opera decisamente lunga che applica una regia in pieno rispetto della storia checoviana. Spazio scenografico che tenta la metafora, ma senza centrare l'obbiettivo.

mercoledì 14 maggio 2008

Descubriendo las reglas del Juego












Datos Técnicos

Título Original: Jogo de Cena
Género: Documental
Duración: 103 minutos
Año de Lanzamiento (Brasil): 2007
Distribución: Videofilmes
Dirección: Eduardo Coutinho
Producción: Raquel Freire Zangrandi y Bia Almeida
Fotografía: Jacques Cheuiche
Edición: Jordana Berg

Cineasta brasileño Eduardo Coutinho explicó como fue desarrollar su más nuevo trabajo, el documental Juego de Escena

*entervista por Fábio Serrato

“Si sos mujer, y tenés más de 18 años, vivís en el Río de Janeiro, tenés historias para contar y querés participar de un casting para un filme documental, llamános”. A partir de este anuncio publicado en un importante periódico del Río de Janeiro, 78 mujeres hicieron contacto con el equipo del cineasta brasileño Eduardo Coutinho. Otras cinco fueron invitadas por el equipo de producción del cineasta. ¿Qué quería hacer Coutinho con esas mujeres? Mezclar ficción y realidad. En el elenco: Aleta Gomes Vieira, Andréa Beltrão, Claudiléa Cerqueira de Lemos, Débora Almeida, Fernanda Torres, Gisele Alves Moura, Jeckie Brown, Lana Guelero, Maria de Fátima Barbosa, Marília Pêra, Marina D'Elia, Mary Sheyla, Sarita Houli Brumer. Mujeres “comunes” que se volvieron famosas. Actrices famosas que se transformaron en “personas comunes”. Son historias de vida que aparecen en los 103 minutos del largo-metraje “Juego de Escena” (Jogo de Cena). Historias contadas por las protagonistas: las mujeres que respondieron al anuncio, las actrices que interpretaron esas mujeres y que también hablan sobre la experiencia de dar vida a los personajes. No siempre en este orden.

Eduardo Coutinho me concedió una entrevista durante el 10º Festival Internacional de Cine Independiente (Bafici), realizado entre el 8 y el 20 de marzo en Buenos Aires (Argentina). Estos son algunos momentos de la entrevista.

¿Por qué elegístes esos temas para Juego de Escena: escuchar historias de mujeres que viven en el Rio de Janeiro?

Yo hago filmes sobre personas diferentes a mí. Las mujeres viven cosas que yo nunca sabré. Yo nunca voy a saber lo que es parir, empieza por ahí. Yo no hago filmes sobre cineastas, sobre mis amigos, no hago filmes sobre personas públicas. No me interesa. La segunda pregunta, ¿Por qué Río de Janeiro? Es una razón económica y geográfica porque vivo en el Río. ¿Por qué San Pablo?. No cambiaría nada.

¿Qué historias buscabas?
Historias con contenido y forma. Había una mujer, por ejemplo, egipcia, que para ella todo terminaba bien. Lo que no estaba mal. Era interesante, pero no lo suficiente fuerte. También había historias que no eran fuertes, sin intensidad, pero fueron muy bien contadas. Entonces, la forma es importante. Hubo una presencia muy fuerte de maridos e hijos que murieron o se fueron de sus casas. El problema de la mujer es que, a veces, dedica su vida al hijo y, de golpe, el hijo se vuelve adulto, muere o se va ¿Qué puede hacer esa mujer con su vida? El problema para la mujer es mucho más difícil que para el hombre.

¿Las mujeres te contaban las historias de sus maridos e hijos o vos les preguntabas? ¿No quisiste hacer preguntas sobre otros temas, como política, por ejemplo?
Las mujeres se sentaban en la silla y hablaban con mi asistente, que es mujer, tiene 35 años, es sensible, no tiene nada que ver conmigo. La primera pregunta era: ¿por qué la señora vino acá? ¿Dónde leyó el anuncio la señora? Y muchas decían: “yo vine porque mi historia podría ser un libro”, “yo vine porque mi historia daría para un film”. Eso es curioso. Y entonces ellas contaban cosas de sus vidas y mi asistente hacía preguntas para esclarecer el origen, de donde vino todo eso. Cuando iban a grabar conmigo, las mujeres decían eso y un poco más, porque las cosas nunca son iguales. Es extraordinario, de las 83 mujeres, ninguna fue para hablar de política. Solamente se habló sobre la vida privada. Eso es impresionante.

¿Por qué en este documental quisiste incluir actrices y no trabajar solamente con los testimonios de las mujeres?
Después de hacer tantos filmes yo vi que toda persona se inventa delante de la cámara. También fuera de la cámara, pero con la cámara aún más. Las personas son falsas y auténticas. ¿Qué es la memoria? La memoria es la memoria del presente. Vos contás tu infancia hoy. Si la contás dentro de un año va a ser diferente. ¿Cómo se puede ser auténtico con los sentimientos? Eso no es periodístico, ¿entendés? Si una persona dijo que era casada, feliz, puede ser mentira. Pero no hay como comprobar eso. Si me cuenta bien, yo creo. Entonces, yo quiero juntar a quien se inventa delante de una cámara, que es una persona normal, y a las personas que cobran por actuar, que son las actrices.

Leí una entrevista de Fernanda Torres en la que ella decía que quedó desconcertada porque vos a llamaste Fernanda y no por el nombre del personaje. ¿Eso fue pensado así?
Fue un error. Un grave error mío. Yo estuve con ella en el camarín antes de filmar y me olvidé de decir que yo había sacado la entrada del personaje en la que la entrevistada decía “cuánta gente”. Entonces ella entró diciendo “cuánta gente”. En este momento, yo dije la frase terrible: “qué gracioso, estás hablando exactamente como la entrevistada”. Ella se desmoronó. Además la llamé Fernanda. Me disculpé de inmediato, pero ella estuvo una hora y media enloquecida. Yo fui el culpable. Pero, después, con el resultado, nosotros entendimos que, a veces, el error es más sublime que el acierto.

¿Después de que tus documentales están hechos, hacés una sesión para los entrevistados?
Siempre.

¿Y cómo es conciliar tus expectativas y las expectativas de las personas que fueron entrevistadas?
Hasta ahora, en esas sesiones que yo hago para los entrevistados, nadie llego y dijo: “sacá eso, eso está mal”. Jamás tuve ningún problema grave. Nadie se hizo rico, nadie se mató. Y también la persona se vuelve conocida por algún tiempo, después la olvidan. Un documental no cambia en nada la vida de una persona. Si algún día hay un problema, entonces vamos a discutir y ver si cambio algo o no. Depende del problema.

¿Ya empezaste o tenés idea de un próximo trabajo?
Yo hice un trabajo en Belo Horizonte (Brasil) con un grupo de teatro. Elegimos un espectáculo y por tres semanas filmamos la preparación de este espectáculo, que no va a estrenar. Aún no vi el material. Terminé de filmar y no sé qué va a resultar. Va a ser complicado.

Donde mirar
El documental aún no esta disponible en DVD. Se puede mirar el link y obtener más información sobre los locales de exhibición en el blog oficial de “Jogo de Cena”:

http://www.cinemaemcena.com.br/jogodecena/blog.asp.

Sobre el cineasta
Eduardo (de Oliveira) Coutinho nació en 11 de mayo de 1933 en San Pablo, capital. Trabajó y estudió temas relacionados al Teatro, Periodismo y Derecho. Entre 1966 y 2007 realizó 13 filmes, incluyendo corto, medio y largo metrajes, cambiando entre ficción y realidad. Entre ellos, “ABC do Amor” (1966), O homem que comprou o mundo” (1988), “Cabra marcado para morrer” (1984), “Santo Forte” (1999), “Edifício Master” (2002), “Peões” (2004), “Jogo de Cena” (2007). Ganó diversos premios nacionales e internacionales, como el Premio Fipresci en el Festival de Berlín, por "Cabra marcado para morrer” y Kikito de Oro de Mejor Documental del festival de Gramado por “Edifício Master”. “Jogo de Cena” recibió cuatro nominaciones al Gran Premio del Cine Brasileño en las categorías de Mejor Documental, Mejor Actriz (Andréa Beltrão), Mejor Guíon Original y Mejor Edición-Documental.

* Fábio Serrato es periodista brasileño formado en la Universidad Norte del Paraná, especialista en Comunicación Popular y Comunitaria por la Universidad Estatal de Londrina. Trabajó como productor de televisión y asesor de prensa. Actualmente es reportero y fotógrafo del periódico semanal Paraná Noticias. Vive en Londrina/Paraná/Brasil.

Contactos con el autor: fabio_serrato@yahoo.com.br / phabiow@hotmail.com

lunedì 28 aprile 2008

El Furgor Argentino








Ficha tecnico artistica:
EL FULGOR ARGENTINO
Club Social y Deportivo
Los sábados 22 hs
Dirección Adhemar Bianchi y Ricardo Talento
(Estrenado en 1998)

come il gruppo presenta lo spettacolo:

Version actualizada!!! Cien años de historia argentina (1930 a 2030) vista a través de las veladas bailables de un club de barrio. Cien actores. Orquesta. grandes muñecos, tanques y cañones dan vida a este espectáculo. El Fulgor Argentino, Club Social y Deportivo abre sus puertas para los bailes de 1930. El golpe militar, que derroca a Yrigoyen, interrumpe los festejos. De ahí en mas en el salón de baile se reflejan los avatares de nuestra historia. Los asistentes se mueven al compás de los distintos ritmos bailables que "según pasan los años" va interpretando la orquesta. Los ritmos cambian, la moda cambia. El baile se interrumpe y se vuelve a iniciar según la historia lo permita. Los enfretamientos y golpes militares truncan la fiesta que permanentemente lucha por reiniciarse. La historia sigue su curso y llegamos al 2030....

Presentatore: Se lo spettacolo vi è piaciuto ditelo ad amici,
se non vi è piaciuto ai nemici,
ma fate in modo che questa sala sia sempre piena.

Cami: Un teatro comunitario nel quartiere del porto: la Boca.
Quasi cento persone e un'infinita ricchezza generazionale.
Ti accoglie un banchetto di carne alla brace e prodotti casalinghi.
Gli spettatori inondano la strada e ne bloccano il traffico.
Non crediamo a i nostri occhi. Ogni fine settimana qua e’ così.
Per avere un posto occorre prenotare dieci giorni prima e il biglietto viene portato a casa.
Il “Grupo de Teatro Catalina Sur” sconvolge uno dei quartieri più pericolosi di Buenos Aires, luogo dove a suo tempo nacque il tango argentino, e fa dei suoi abitanti teatranti consapevoli e divertiti, narratori di una storia nazionale cosparsa da profonde ferite.
Uno spettacolo ricco dell’animo più rivoluzionario, discreto e coraggioso, che narra e attualizza anche la cronaca più discussa delle ultime settimane.
Lo scopo: non dimenticare.
Rispondono così uomini e donne di tutte le età, dagli otto agli ottant'anni, mostrando l’incredibile forza e cultura di un paese che parla di se stesso attraverso le melodie dei canti popolari. Diretti con pertinenza e colore. Uno squarcio di dignità e speranza, che ha il sapore e la potenza del carnevale e delle sue origini.
Uno spettacolo profondo ed autoironico.
Stending Ovation.

martedì 22 aprile 2008

Antes


El Camarin de las Musas
Mario Bravo 960
Capital Federal - Argentina
Tel. 4862-0655
http://www.elcamarindelasmusas.com.ar/

il commento del regista:

En VERDAD TROPICAL de Caetano Veloso leí que María Bethânia era fan de Clarise Lispector y de Carson McCullers. Yo, que ya admiraba tanto a Bethânia como a Clarise, decidí que ya era hora de conocer a Carson. Así es como fui leyendo sus novelas, cuentos y textos autobiográficos, y terminé por sumarla a mi lista de razones por las que vale la pena estar vivo.
En THE MEMBER OF THE WEDDING, Frankie, una chica de doce años se enamora del casamiento de su hermano. Entiende que sin un grupo de pertenencia, nada tiene sentido. De hecho, es el grupo con el que uno decide compartir su vida el que se lo irá dando. Como no tiene amigos y se siente incomprendida por su primo de seis años y la criada que los cuida, con quienes comparte todas sus tardes, decide que su grupo serán su hermano y la novia. Frankie dice que ellos son su “nosotros”.
Dirigir una obra nunca había estado en mis planes. La idea apareció cuando leí esta novela. Pensé en los grupos a los que pertenezco y en cómo cada grupo funda su lenguaje, comparte su código. Se me ocurrió entonces contar la historia de un grupo de amigos que por un rato deciden ser otros. Aunque sus cuerpos no se parezcan a los de aquellos, aunque sus historias sean distintas, basta un acuerdo tácito para que el relato acontezca y lo que pasó antes vuelva a suceder ahora.
Pablo Messiez


il commento del pubblico:

17/10/2007 - 16:10:05 - Cinthia Miranda

Puro teatro muy moderno en donde no pasa NADA DE NADA... en una escenografía muy bien hecha pero súper obvia en la propuesta metateatral. Muy pobre como espectáculo... Se asemeja a una escena de un grupo de chicos de algún taller, parece un ejercicio. Cinthia

Mattias: Tre attori ed una storia d'infanzia. Difficolta' di crescere e di comprendere del mondo per una bambina di dodici anni. Relazioni umane come l'abbandono, una sorella che si sposa in procinto di lasciare la casa natale. Il gruppo e' diretto sulla scena dalla madre che si erige con forza davanti alla vita impervia dei bambini: dosando rimproveri e coccole. Un pomeriggio trascorso a giocare a carte e a guardare il cielo distesi sul prato con la sensazione di non poter afferrare tutto quello che ci circonda. Il testo viene utilizzato dagli attori come espediente per raccontare un pezzo, o solo frammenti della loro vita personale. Gli attori, diretti verso il pubblico, dichiarano l'intenzionalia' di recitare con l'aiuto di alcuni amici. Questo intento non trova pero' una giuntura. La recitazione molto buona. La direzione, al suo primo lavoro, disperde l'attenzione e non riesce a chiudere l'anello.

Cami: Tre personaggi giocano e si raccontano senza mai perdere l’attenzione sull’altro, sugli altri, noi compresi. Tre attori splendidi, delicati mostrano l’intimità della loro unione e della loro storia. Ironia e amicizia dirette da una regia ancora molto acerba.